di Maura Messina
Rubrica #Leggitavillo
Per la rubrica #Leggitavillo, oggi intervistiamo Alexandra Rendhell, autrice di “Eusapia Palladino, la medium che fece impazzire scienziati di tutto il mondo per i suoi fenomeni eccezionali, da molti considerati manifestazione dell’aldilà, da altri ritenuti associati a capacità sconosciute della mente.
Benvenuta Alexandra, per chi non ti conoscesse, parlaci di te.
Mi chiamo Alexandra Rendhell. Sono antropologa, profonda studiosa di tematiche dell’esoterismo e del mistero, esperta di religioni antiche, di riti jerogamici dell’area mesopotamica e dell’Indo. Ho scritto, tra l’altro, numerosi testi sulla sacralità femminile nei culti arcaici oltre a saggi di filosofia esoterica.
Quali sono le tue passioni?
Amo leggere e scrivere solo se ispirata. Prediligo la musica ed il teatro; scrivo anche testi teatrali, dando spesso voce a personaggi “particolari”. Amo la natura, gli animali tutti e mi batto per i loro diritti. Sarei stato un buon avvocato delle cause perse: ho un forte senso della giustizia e sposo sempre le cause dei più deboli, come le persone morte che, se offese, non possono più difendersi, proprio come Eusapia Palladino.
Per quanto riguarda la scrittura, com’è nata questa passione?
La mia passione per la scrittura è nata sui banchi di scuola; realizzavo componimenti a puntate, più simili a romanzi che a temi scolastici, che facevano poi il giro della scuola, appassionando e avvincendo professori e alunni. Non erano rare le commediole di ispirazione goldoniana, che difficilmente si mettevano in scena nonostante il mio impegno: i miei compagni non erano portati alla disciplina che richiede la recitazione ed io mi arrabbiavo per il lavoro svolto inutilmente. Ho sempre avuto un brutto carattere: rigido e pignolo!
Come poter definire il tuo libro?
Questo è un saggio storico, con la struttura di un romanzo biografico e come tale si legge. Appassiona sin dalle prime pagine, trasportando il lettore indietro nel tempo, in quel periodo affascinante e creativo tra fine ottocento ed inizio novecento, noto come Belle Époque. Una medium, una donna, umile ed analfabeta, che fu amata, ma anche tanto offesa e mal giudicata, per quella sua “strana virtù”. Generosa e passionale, come solo le persone che hanno sofferto sanno essere, donava agli altri tutti i suoi milionari compensi. Di sé amava dire: ci sono molti medici, professori, molti cónti, principi e re, ma c’è solo un’Eusapia al mondo!