Le recenti vicende, soprattutto di calciomercato, che hanno coinvolto il Napoli, creando non pochi malumori tra i tifosi, hanno favorito (finalmente, direi) in tanti supporters una sana e giovevole riflessione, circa la modalità di relazione che la compagine societaria azzurra (che praticamente coincide con la famiglia De Laurentiis) tiene con il tifo. Ben intesi: non il tifo (in qualche misura) organizzato. In questo caso, vogliamo utilizzare il termine nella sua accezione più lata, nel senso di insieme di individui che, mossi da una comune passione, provano ad assecondarla, seguendo il Napoli, anche allo stadio. Ora, rispetto a questa categoria di persone, e ancor più nello specifico nei confronti di coloro che vivono quella passione in maniera più parossistica, non mancando mai un appuntamento con la squadra del cuore, il presidente De Laurentiis ha sempre mostrato una considerazione, che risponde alle più spietate leggi del mercato moderno.
A noi piace definirci tifosi, appassionati, “malati” del Napoli; per lui, in maniera molto meno romantica, non siamo che consumatori di un prodotto. E per le leggi del mercato, il consumatore “fidelizzato” può tranquillamente essere abbandonato a se stesso, nel mentre il “produttore” del “bene” può andare a corteggiare altre fette di mercato. De Laurentiis ha ben chiara questa dinamica: lo dimostra lo stillicidio di cinismo, che va grondando in giro, anche durante le interviste, senza nessuna diplomazia e senza nessuna preoccupazione, consapevole com’è che il vaso non traboccherà mai.

Restano tagliati fuori da questa opportunità coloro i quali, a scatola chiusa, avevano dato fiducia al Napoli, optando per il “mini-abbonamento” (Napoli – Nizza e Napoli – Monaco). Una vicenda esemplare di quanto il presidente sia più preoccupato di blandire i più “distaccati” (in questo caso, quelli che avevano scelto di partecipare solo all’evento, quasi mondano, del primo); piuttosto che accordare una qualche forma di riconoscenza, a coloro i quali sono pronti a pagare pure per vedere le partitelle in famiglia. Bisognerebbe dare vita ad un vivace dibattito, tra i sostenitori. Magari, provando a far capire a De Laurentiis che non vende abbonamenti telefonici…